Domande frequenti/file Leggimi per i server di Microsoft Office 2010



Tutti i problemi noti riportati di seguito sono raggruppati per applicazione.

Tutti i server

Domanda/problema Risposta/soluzione

Aggiornamento:

Quando si tenta l'aggiornamento di un database a SharePoint 2010 tramite un processo di collegamento di database, è possibile che l'aggiornamento abbia esito negativo se l'applicazione Web di origine utilizza l'autenticazione di Windows e la destinazione utilizza l'autenticazione di Windows basata sulle attestazioni.

Questo problema si verifica perché il processo di aggiornamento non è in grado di aggiungere un'identità in formato attestazioni di Windows con diritti di controllo completo come criteri dell'applicazione Web per la persona che esegue l'aggiornamento.

Per risolvere questo problema è possibile aggiornare il database collegando innanzitutto un'applicazione Web con autenticazione di Windows legacy per avviare l'aggiornamento e quindi passare all'autenticazione di Windows basata sulle attestazioni dopo il completamento dell'aggiornamento. In alternativa, è possibile includere un criterio a livello di applicazione Web "Controllo completo" per il formato attestazioni di Windows per l'utente che esegue il processo di aggiornamento con collegamento di database.

Aggiornamento:

L'esecuzione di un aggiornamento di farm tramite Configurazione guidata Prodotti SharePoint 2010 (PSConfigUI.exe) può generare un errore simile al seguente:

[psconfigui] [SPUpgradeSession] [ERRORE] [05/02/2010 13.22.32]: Sessione di aggiornamento interrotta. È possibile che il processo sia stato improvvisamente interrotto o che il sistema operativo sia stato riavviato. Riavviare l'aggiornamento.

Il tentativo di riavviare l'aggiornamento potrebbe avere esito negativo senza che venga scritta alcuna voce nei registri di aggiornamento.

Questo problema può verificarsi se l'account di servizio utilizzato per eseguire il servizio timer è scaduto o non è valido per altri motivi e ciò impedisce l'avvio del servizio timer durante l'aggiornamento. Qualsiasi tentativo di riavviare un aggiornamento in un server in questo stato impedirà il corretto completamento dell'aggiornamento.

Per risolvere il problema, è necessario aggiornare le impostazioni della farm e del computer locale per il servizio timer specificando informazioni aggiornate sulla password per l'account della farm con il comando seguente:

stsadm.exe -o updatefarmcredentials

Dopo l'esecuzione di questo comando e l'avvio del servizio timer, dovrebbe essere possibile procedere con l'aggiornamento riavviando Configurazione guidata Prodotti SharePoint 2010 (PSConfigUI.exe).

Integrazione con Reporting Services:

Quando si seleziona un file di report (con estensione rdl) di Reporting Services e si fa clic con il pulsante destro del mouse per visualizzare il menu di scelta rapida, le icone specifiche di Reporting Services non sono disponibili.

Il componente aggiuntivo SQL Reporting Services crea nuovi file e directory nella directory %programfiles%\File comuni\Microsoft Shared\Web Server Extensions\12\Template\images. Dopo un aggiornamento sul posto, tali file e directory vengono copiati in percorsi corrispondenti della directory %programfiles%\File comuni\Microsoft Shared\web server extensions\14\, ma poiché gli ACL relativi alle directory e ai file non sono corretti, le icone di Reporting Services non vengono visualizzate correttamente.

Per impedire che il problema si verifichi, è consigliabile aggiornare le web part di Reporting Services alla versione SQL 2008 R2 prima di eseguire l'aggiornamento ai prodotti SharePoint 2010. In questo modo, non si verificheranno i problemi relativi agli ACL causati dall'utilizzo di versioni precedenti delle web part di Reporting Services durante l'aggiornamento.

Se dopo avere eseguito l'aggiornamento ai prodotti SharePoint 2010, il problema si verifica di nuovo, è possibile modificare gli ACL nelle directory aggiunte per consentire la visualizzazione delle icone. In questo caso sarà necessario aggiornare gli ACL delle directory nel server per concedere al gruppo Utenti l'autorizzazione di lettura per le directory seguenti:

  • ReportServer
  • lg_ReportServer

Il processo di modifica degli ACL potrebbe inoltre essere necessario se i componenti di Reporting Services della versione SQL 2008 R2 vengono installati o aggiornati dopo l'installazione o l'aggiornamento dei prodotti SharePoint 2010 nel server.

Layout dei documenti:

Il layout dei documenti di Microsoft Office 2010 potrebbe risultare diverso in Windows Vista e Windows 2008 Server rispetto a Windows XP e Windows 7.

Microsoft Office 2010 include la versione più recente di numerosi tipi di carattere disponibili anche in Windows 7. Tuttavia, Office 2010 non può installare tali tipi di carattere in Windows Vista o Windows 2008 Server perché sono protetti dal sistema in questi sistemi operativi. Ne consegue che il layout dei documenti di Office 2010 potrebbe risultare diverso, ad esempio in Windows 7 e Windows Vista.

Questo problema viene risolto tramite un aggiornamento per Windows Vista e Windows Server 2008 che rimuove la protezione del file system per alcuni file di tipi di carattere.

Importante: gli utenti che hanno già installato Office 2010 in Windows Vista e Windows 2008 Server e desiderano ottenere la versione più recente dei tipi di carattere, devono prima disinstallare Office 2010 e quindi installare l'aggiornamento per Windows prima di reinstallare Office 2010.

Per installare l'aggiornamento, seguire le istruzioni disponibili in questo articolo della Microsoft Knowledge Base: http://support.microsoft.com/kb/980248.

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Tutti i server (informazioni specifiche della lingua)

Domanda/problema Risposta/soluzione

Installazione:

Impossibile configurare FAST Search Server nella versione italiana di Win2k8 SP2 X64:

La configurazione successiva all'installazione non riesce con l'errore seguente:

Eccezione -  : Eccezione - Microsoft.SharePoint.Search.Extended.Installer.Mahasen.Common.Exception.DeploymentException: XML Validation error: L'attributo 'modifiedTime' non è valido. Il valore '2010-04-16T14.35.48Z' non è valido per il tipo di dati 'http://www.w3.org/2001/XMLSchema:dateTime' - La stringa "2010-04-16T14.35.48Z" non è un valore XsdDateTime valido.
   in Microsoft.SharePoint.Search.Extended.Installer.Mahasen.Common.SystemModel.SearchInstallation..ctor(String deploymentXML)


 
  

La soluzione migliore consiste nell'installare Win2k8 R2 anziché Win2k8 SP2

In alternativa è possibile eliminare il file C:\FASTSearch\etc\deployment.xsd.

In assenza di questo file, la convalida dello schema non verrà eseguita.

Installazione del Centro ricerche FAST:

La sostituzione del certificato predefinito FASTSearch con un nuovo certificato tramite lo script ReplaceDefaultCertificate.ps1 ha esito negativo in un sistema operativo giapponese.

Soluzione:

  1. Creare una copia di backup del file.
  2. Sostituire il valore "-eq" errato con un nuovo valore "-eq" e salvare.

Nota: questa soluzione non è consigliata in ambienti di produzione perché la modifica di questo file potrebbe impedire l'applicazione di patch future, ovvero il file non potrà essere sostituito da una patch in seguito.

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Piattaforma per l'assistenza

Domanda/problema Risposta/soluzione

Web part Web Analytics MOSS:

Per il corretto funzionamento della web part Web Analytics, Applicazione servizio di ricerca deve essere presente ed è necessario che sia stata eseguita la ricerca per indicizzazione del contenuto della ricerca.

Entrambi i tipi di dati della web part Web Analytics si basano su un'Applicazione servizio di ricerca funzionante:

  1. Il tipo di dati "Contenuto" deve chiamare Limitazione per motivi di sicurezza fornita dalla ricerca
  2. Il tipo di dati "Query" utilizza dati raccolti durante attività di ricerca dell'utente.

Se nella web part viene visualizzato il messaggio Nessun risultato da visualizzare, è possibile che l'Applicazione servizio di ricerca non sia presente.

Se nella web part viene visualizzato il messaggio Errore durante il recupero dei dati, è possibile che non sia stata eseguita la ricerca per indicizzazione del contenuto.

Eseguire alcune query di ricerca di base nel sito per verificare se la ricerca funziona effettivamente e quindi cercare nel registro ULS ulteriori informazioni in tali situazioni.

Se l'Applicazione servizio di ricerca non è presente, passare ad Amministrazione centrale -> Gestisci applicazioni di servizio oppure utilizzare Configurazione guidata farm per crearne una.

Se l'Applicazione servizio di ricerca è presente ma non è stata eseguita la ricerca per indicizzazione, passare a Gestisci applicazioni di servizio e quindi gestire l'Applicazione servizio di ricerca evidenziando l'Applicazione servizio di ricerca e quindi facendo clic sul pulsante Gestisci sulla barra multifunzione. Verificare se in Cronologia ricerca per indicizzazione sono visualizzate informazioni utili, ad esempio cronologia o errori. Fare clic sul collegamento Origini contenuto nella sezione Ricerca per indicizzazione in corso del riquadro di spostamento sinistro e quindi passare alla pagina Gestisci origini contenuto. Per impostazione predefinita, dovrebbero essere elencati Siti di SharePoint locali oppure altre origini di contenuto. Fare clic sul nome dell'origine di contenuto, scegliere Avvia ricerca per indicizzazione completa nell'elenco a discesa e quindi attendere il completamento della ricerca per indicizzazione.

Dopo avere apportato una delle correzioni sopra indicate, eseguire l'utilità della riga di comando IISReset per cancellare la cache della web part Web Analytics e quindi lasciare che i dati vengano recuperati di nuovo.

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Servizi di integrazione applicativa

Domanda/problema Risposta/soluzione
Attualmente nessun problema

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Excel Services e Access Services

Domanda/problema Risposta/soluzione
Attualmente nessun problema

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Gestione contenuto aziendale

Domanda/problema Risposta/soluzione
Attualmente nessun problema

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IME

Domanda/problema Risposta/soluzione

IME (giapponese):

Il dizionario di SharePoint viene installato solo nella versione più recente di IME.

Se si installa Office 2007 IME e Office 2010 IME, quindi si installa il dizionario di SharePoint, il dizionario installato viene registrato solo in Office 2010 IME.

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Dispositivi portatili

Domanda/problema Risposta/soluzione

Attualmente nessun problema

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Office Web Applications 2010

Domanda/problema Risposta/soluzione

Stili:

Le impostazioni locali definite per la raccolta documenti sono diverse dalla lingua inglese.

Quando si utilizza l'editor di Word WAC per creare testo con uno stile predefinito precedentemente inutilizzato, ad esempio Titolo 4, la definizione dello stile è la stessa della lingua inglese.

Prima di modificare documenti specifici della lingua

  1. - Specificare le impostazioni locali per il sito
  2. - Chiudere il browser
  3. - Eseguire una reimpostazione di IIS

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Project Server 2010

Domanda/problema Risposta/soluzione

Attualmente nessun problema

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Funzionalità di business Intelligence di SharePoint

Domanda/problema Risposta/soluzione

Installazione:

È necessario installare eventuali pacchetti ridistribuibili di SQL Server con PerformancePoint Services Preview?

Se ci si desidera connettere a origini dati di Analysis Services, ovvero se si sceglie l'opzione di installazione Avanzata, è necessario installare il Feature Pack del mese di dicembre 2008 per Microsoft SQL Server 2005. Tale Feature Pack include due componenti necessari, ovvero ADOMD.NET e Management Objects Collection (XMO). Per scaricare questo Feature Pack, visitare il sito Feature Pack per Microsoft SQL Server 2005 – dicembre 2008 all'indirizzo http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=157389.

Installazione:

Quando si esegue un aggiornamento da Microsoft Office SharePoint Server 2007 a Microsoft SharePoint Server 2010, è possibile che i nomi di alcuni tipi di web part non vengano aggiornati.

Gli indicatori di prestazione chiave (KPI) creati in SharePoint Server 2007 sono ora denominati indicatori di stato in SharePoint Server 2010. Analogamente, le web part Dettagli KPI create in SharePoint Server 2007 sono ora chiamate Dettagli indicatore in SharePoint Server 2010. I report Indicatori KPI e Dettagli KPI vengono ora creati tramite PerformancePoint Dashboard Designer.

Soluzione: nessuna.

Installazione:

In qualità di amministratore di SharePoint, cosa devo sapere se sto creando un nuovo sito di Centro rapporti e report con PerformancePoint Services Beta 2 dopo l'aggiornamento mediante il metodo DB-attach?

Prima della pubblicazione, modificare il file ONet.XML che corrisponde al modello del sito di Centro rapporti e report per imporre al sito l'utilizzo della nuova pagina master, in modo da assicurare che il sito utilizzerà la nuova pagina master quando gli utenti creano nuovi siti di Centro rapporti e report.

Installazione:

All'apertura di Dashboard Designer è possibile che non vengano caricati automaticamente gli elenchi SharePoint associati, come gli elenchi di contenuto e connessioni dati di PerformancePoint.

Questo problema può essere causato dal modo in cui vengono configurate alcune impostazioni di sicurezza in SharePoint Server. In particolare, se le impostazioni di sicurezza sono configurate in modo che FQDN InternetSecurityManager.MapUrlToZone restituisca l'indirizzo (URL) del sito Web come URL "Internet". I valori restituiti validi per MapZoneToUrl includono Local, Intranet, Trusted, Internet o Restricted. Se viene selezionato il valore Internet, tuttavia, gli elenchi SharePoint necessari non verranno caricati. Questo problema può verificarsi anche quando si utilizza l'indirizzo IP al posto dell'URL.

Soluzione: eseguire una delle operazioni seguenti:

  • Specificare l'URL corretto di SharePoint Server. A tale scopo, fare clic sul pulsante Backstage e quindi su Opzioni finestra di progettazione. Fare clic sulla scheda Server, specificare l'URL per SharePoint Server e quindi fare clic su OK.
  • Aggiungere l'FQDN e l'indirizzo IP come siti attendibili.

Installazione:

Dashboard Designer non è disponibile nel menu Start.

Le versioni precedenti di PerformancePoint Dashboard Designer non vengono rimosse automaticamente dal menu Start quando si esegue l'aggiornamento a PerformancePoint Services in Microsoft SharePoint Server 2010.

Soluzione: utilizzare la procedura seguente:

  1. Individuare una versione precedente di Dashboard Designer nel menu Start. Passare a una o entrambe le posizioni seguenti:
  • Fare clic sul pulsante Start, scegliere Programmi (o Tutti i programmi), Microsoft Office PerformancePoint Server 2007 e quindi Dashboard Designer.
  • Fare clic sul pulsante Start, scegliere Programmi (o Tutti i programmi), PerformancePoint Services for SharePoint e quindi Dashboard Designer.
  1. Fare clic con il pulsante destro del mouse su Dashboard Designer e quindi scegliere Elimina.
  2. Installare e avviare la versione più recente di Dashboard Designer.

Installazione:

Quando si esegue l'aggiornamento a Microsoft SharePoint Server 2010, è possibile che per gli indicatori di stato visualizzati in una web part KPI non vengano visualizzati correttamente i membri foglia.

Questo problema può verificarsi con web part KPI contenenti più colonne e create con Microsoft Office SharePoint Server 2007.

Soluzione:

Rimuovere le colonne multiple dalla web part KPI e quindi riaggiungerle al report. I membri foglia dovrebbero essere così visualizzati correttamente.

Installazione:

Se si esegue l'aggiornamento da una versione Preview alla versione RTM di PerformancePoint Services 2010, potrebbe essere necessario configurare manualmente il file web.config per abilitare la creazione di elementi di elenco.

Quando si esegue l'aggiornamento da una versione Preview di PerformancePoint Services alla versione RTM, la sezione contenente i componenti per gli elementi di elenco viene rimossa. Per questo motivo, qualsiasi tentativo di creare un nuovo elemento di elenco avrà esito negativo.

Soluzione: per ripristinare la sezione eliminata, modificare il file web.config come indicato di seguito:

  1. Inserire il codice seguente all'interno dei tag "configsections":

<sectionGroup name="Bpm">
<section name="FCODaoProviders" type="System.Configuration.DictionarySectionHandler" />
</sectionGroup>

  1. Subito prima del tag di chiusura della configurazione (/configation), inserire il codice seguente:

<Bpm>

<FCODaoProviders>

<add key="DashboardSPDao" value="Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store.Dao.DashboardSPDao, Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store, Version=14.0.0.0,
Culture=neutral, PublicKeyToken=71e9bce111e9429c" />

<add key="DataSourceSPDao" value="Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store.Dao.DataSourceSPDao, Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store, Version=14.0.0.0,
Culture=neutral, PublicKeyToken=71e9bce111e9429c" />

<add key="FilterSPDao" value="Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store.Dao.FilterSPDao, Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store, Version=14.0.0.0,
Culture=neutral, PublicKeyToken=71e9bce111e9429c" />

<add key="IndicatorSPDao" value="Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store.Dao.IndicatorSPDao, Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store, Version=14.0.0.0,
Culture=neutral, PublicKeyToken=71e9bce111e9429c" />

<add key="KpiSPDao" value="Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store.Dao.KpiSPDao, Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store, Version=14.0.0.0,
Culture=neutral, PublicKeyToken=71e9bce111e9429c" />

<add key="ReportViewSPDao" value="Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store.Dao.ReportViewSPDao, Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store, Version=14.0.0.0,
Culture=neutral, PublicKeyToken=71e9bce111e9429c" />

<add key="ScorecardSPDao" value="Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store.Dao.ScorecardSPDao, Microsoft.PerformancePoint.Scorecards.Store, Version=14.0.0.0,
Culture=neutral, PublicKeyToken=71e9bce111e9429c" />

</FCODaoProviders>

</Bpm>

Nota: tutti gli elementi di elenco che si tenta di creare nel prodotto aggiornato verranno inclusi in questa sezione "Bpm".

Origini dati:

PerformancePoint Services 2010 non supporta la connettività SAP BW.

Nessuna soluzione.

Origini dati:

Se i dati includono identificatori ISBN, in cui il primo numero è generalmente uno zero, lo zero viene eliminato dall'ID ISBN.

Soluzione: sostituire lo zero iniziale negli ID ISBN con un carattere alfabetico.

Origini dati:

Perché viene visualizzato un messaggio di errore quando si tenta di eliminare un'applicazione di servizio?

Se si tenta di eliminare un'applicazione di servizio che utilizza ancora un proxy dipendente, verrà visualizzato un messaggio di errore.

Soluzione: eliminare innanzitutto il proxy dell'applicazione di servizio e quindi eliminare l'applicazione di servizio. Per eliminare tali elementi, selezionarli e quindi eliminarli mediante la barra multifunzione.

Origini dati:

Perché non è possibile creare o modificare un'origine dati di tipo cartella di lavoro di Excel 2007 in PerformancePoint Services?

Se si esegue Excel 2007 in un sistema operativo a 64 bit, non sarà possibile creare o modificare origini dati di tipo cartella di lavoro. Per questa caratteristica sono supportati solo gli ambienti seguenti:

  • Sistema operativo a 32 bit: Office 2007 e Office 2010
  • Sistema operativo a 64 bit: Office 2010 (x64)

Origini dati:

Se viene visualizzato un messaggio di errore mentre si tenta di utilizzare una cartella di lavoro di Excel Web App come origine dati, è possibile che sia installata una versione a portata di clic di Excel. Nel messaggio di errore viene indicato che Excel non è installato.

Risposta: le cartelle di lavoro di Microsoft Excel Web App che utilizzano la versione a portata di clic di Office 2010 non possono essere utilizzate come origini dati in PerformancePoint Services.

Soluzione:

Utilizzare la versione standard di Excel 2010.

Origini dati:

Se si crea un report analitico che utilizza PowerPivot come origine dati e quindi si tenta di distribuire il report in un dashboard, è possibile che vengano richieste le credenziali utente e che venga visualizzato un messaggio di errore.

Per utilizzare PowerPivot come origine dati per un report analitico di PerformancePoint Services, è innanzitutto necessario installare un aggiornamento rapido per Windows (vedere l'articolo 975954 della Knowledge Base).

Report:

Il report Pagina Web di PerformancePoint non viene visualizzato correttamente.

Questo problema può verificarsi quando l'indirizzo (URL) del sito Web utilizzato per il report Pagina Web è composto da più di 2048 caratteri, valore che rappresenta il limite per alcuni browser.

Vedere anche:

http://support.microsoft.com/kb/q208427/.

Soluzione: rivolgersi all'amministratore IT per verificare qual è la lunghezza massima consentita per un URL. Se necessario utilizzare un URL più breve.

Scorecard:

Per le aggregazioni di scorecard che includono celle vuote non vengono visualizzati i risultati previsti, ovvero le celle vuote non vengono visualizzate come aventi un valore "zero".

Nessuna soluzione.

Scorecard:

Alcune colonne in una scorecard sembrano essere troppo larghe oppure contengono valori numerici che si sovrappongono agli indicatori.

Questo problema può verificarsi alla prima visualizzazione di un indicatore in un browser (incluso Internet Explorer, Mozilla Firefox o Safari).

Soluzione: aggiornare innanzitutto la pagina dashboard. Il rendering della scorecard dovrebbe essere corretto. In caso contrario, ridistribuire il dashboard.

Scorecard:

Quando gli utenti espandono membri di dimensione in una scorecard di PerformancePoint connessa a un grafico analitico o a una griglia analitica, viene visualizzato un messaggio di errore.

Questo problema può verificarsi quando la connessione viene effettuata tramite la "modalità di modifica" in un sito di SharePoint o tramite SharePoint Designer.

Soluzione: eseguire una delle operazioni seguenti:

  • Aggiornare la pagina dashboard.
  • Eliminare la connessione tra la scorecard e il grafico analitico o la griglia analitica. Ricreare quindi la connessione con PerformancePoint Dashboard Designer.

Scorecard:

Quando si esegue l'aggiornamento da Microsoft Office PerformancePoint Server 2007 SP3 a PerformancePoint Services in Microsoft SharePoint Server 2010, è possibile che nelle scorecard vengano visualizzati indicatori vuoti o non accurati.

Questo problema può verificarsi in seguito alle modifiche delle modalità di calcolo dei punteggi degli indicatori KPI.

Soluzione: in PerformancePoint Dashboard Designer aprire e modificare le impostazioni di rappresentazione per bande per gli indicatori KPI utilizzati nelle scorecard. Salvare quindi le modifiche in SharePoint Server e ridistribuire i dashboard.

Scorecard:

Quando gli utenti aggiungono un'annotazione a un KPI obiettivo utilizzato più volte in una scorecard di PerformancePoint, tale annotazione viene visualizzata per tutte le occorrenze del KPI obiettivo.

Questo problema può verificarsi anche se per gli indicatori KPI nella scorecard sono elencati membri di dimensione diversi. Ciò accade perché gli indicatori KPI vengono identificati in modo univoco in base al nome e non in base alle celle delle scorecard in cui sono visualizzati.

Soluzione: utilizzare un nome univoco per ogni KPI obiettivo nella scorecard.

Scorecard:

Quando è aperta una scorecard in Dashboard Designer e si tenta di aggiungere un commento in una cella della scorecard, viene visualizzato un messaggio di errore sconosciuto.

Questo messaggio di errore può essere generato perché non è selezionata l'opzione Attiva commenti nelle impostazioni Amministrazione centrale per PerformancePoint Services.

Soluzione: nessuna

Scorecard:

Quando si aggiunge un commento in una cella della scorecard, l'autore del commento è identificato come i:Anonymous first time only. Perché non viene indicato l'account dell'utente come autore del commento?

Se si dispone di privilegi in PerformancePoint Services, ma non si è ancora eseguito l'accesso a SharePoint, PerformancePoint Services esegue automaticamente l'autenticazione dell'utente in base alle credenziali di Windows durante la creazione di commenti in una scorecard. Questo problema si verifica quando viene concesso l'accesso al sito di SharePoint all'account Utenti anonimi. Si noti che questa autenticazione automatica riguarda esclusivamente la creazione di commenti nella scorecard.

Soluzione: aggiornare la pagina e l'account utente verrà riconosciuto.

Origini dati:

Le scorecard che utilizzano un'origine dati tabulare configurata per l'utilizzo delle funzionalità di Business Intelligence per le gerarchie temporali possono visualizzare informazioni non accurate, a seconda del fuso orario specificato in SharePoint Server.

Quando si crea un'origine dati tabulare, come un elenco personalizzato di SharePoint, e si utilizza la colonna di data/ora, i valori aggiunti all'elenco vengono memorizzati in base al fuso orario UTC per impostazione predefinita, anche se ci si trova in un'area con un fuso orario diverso. Quando si configura l'origine dati per l'utilizzo delle funzionalità di Business Intelligence per le gerarchie temporali, tuttavia, tutti i valori di input devono utilizzare il fuso orario UTC. In caso contrario, è possibile che vengano visualizzate informazioni non corrette nelle scorecard che utilizzano tali origini dati.

Soluzione: assicurarsi che tutte le origini dati tabulari che includono valori di data/ora utilizzino il fuso orario UTC.

Origini dati:

Quando si riapre un indicatore KPI in Dashboard Designer, l'origine dati corrispondente non viene visualizzata nel riquadro Dettagli.

Quando si riaprono uno o più indicatori KPI nell'area di lavoro in PerformancePoint Dashboard Designer, le origini dati utilizzate da tali indicatori KPI non vengono aperte automaticamente nell'area di lavoro.

Soluzione: individuare le origini dati utilizzate dagli indicatori KPI e fare doppio clic su ognuna per aprirla nell'area di lavoro. Nel riquadro Dettagli, utilizzare quindi l'elenco Origine dati per selezionare l'origine dati appropriata per ogni indicatore KPI.

Origini dati:

Quando si creano scorecard oppure grafici analitici o griglie analitiche che utilizzano dati archiviati in PowerPivot per Excel 2010, non è possibile utilizzare set denominati.

I set denominati creati con PowerPivot per Excel 2010 sono disponibili sono nel file di Excel in cui sono stati creati.

Soluzione: nessuna.

Origini dati:

Gli utenti di dashboard non possono utilizzare i comandi Drill-down, Drill-up o Mostra dettagli in una scorecard, un grafico analitico o una griglia analitica che utilizza dati archiviati in PowerPivot per Excel 2010.

Questo errore può verificarsi perché non sono supportate gerarchie utente in PowerPivot per Excel 2010.

Soluzione: nessuna.

Origini dati:

Non è possibile importare indicatori KPI creati tramite PowerPivot per Excel 2010 come indicatori di stato in Microsoft SharePoint Server 2010.

È possibile creare indicatori KPI con PowerPivot per Excel 2010, ma non è possibile salvare tali indicatori KPI nel cubo di dati.

Soluzione: nessuna

Origini dati:

Le proprietà del membro non sono disponibili in report analitici e scorecard che utilizzano PowerPivot per Excel 2010 come origine dati.

PowerPivot per Excel 2010 non espone le proprietà del membro nel cubo di dati.

Origini dati:

In alcuni report analitici e scorecard non viene visualizzata la formattazione numerica applicata nel cubo di dati.

Questo problema si verifica per scorecard, grafici analitici e griglie analitiche che utilizzano dati da PowerPivot per Excel 2010. La formattazione applicata ai valori delle misure non viene riportata nei report e nelle scorecard di PerformancePoint.

Origini dati:

Quando si tenta di visualizzare un'immagine in una visualizzazione griglia, viene visualizzato l'URL hardcoded ma non l'immagine effettiva.

PerformancePoint Services non consente la visualizzazione di immagini collegate con URL hardcoded ad attributi della dimensione del prodotto.

Soluzione: utilizzare SQL Server Reporting Services (SSRS) per creare un report e quindi collegarlo nei dashboard di PerformancePoint Services come report SSRS.

Origini dati:

Il colore di sfondo di una forma in una mappa strategica non viene aggiornato in seguito a variazioni delle prestazioni per un indicatore KPI.

Questo problema può verificarsi quando l'indicatore KPI della scorecard utilizza funzionalità di Business Intelligence per gerarchie temporali.

Soluzione: nessuna.

Origini dati:

Nelle celle della scorecard vengono visualizzati messaggi di errore anziché valori numerici.

Questi errori possono verificarsi in scorecard che utilizzano membri calcolati, come quelle che utilizzano una formula di Business Intelligence per gerarchie temporali, un filtro di dimensione o una misura calcolata in un cubo di dati. Questi errori possono inoltre verificarsi se l'aggregazione predefinita per le misure KPI è impostata su Aggrega.

Soluzione: eseguire una delle operazioni seguenti:

  • Non utilizzare misure di cubo calcolate nella scorecard. Selezionare invece un'altra misura tramite la finestra di dialogo Mapping origine dati dimensionale. A tale scopo, eseguire la procedura seguente:
  1. Nel visualizzatore area di lavoro fare doppio clic sull'indicatore KPI che utilizza la misura del cubo calcolata. Nella riga Effettivo individuare quindi la colonna Mapping dei dati e fare doppio clic sull'ipertesto nella cella. Verrà visualizzata la finestra di dialogo Mapping origine dati dimensionale.
  2. Nella sezione Selezionare una misura utilizzare l'elenco a discesa per selezionare una misura.
  3. Fare clic su OK per chiudere la finestra di dialogo Mapping origine dati dimensionale. Nel visualizzatore area di lavoro fare quindi clic con il pulsante destro del mouse sull'indicatore KPI appena modificato e scegliere Salva.
  4. Nel visualizzatore area di lavoro fare doppio clic sulla scorecard contenente l'indicatore KPI appena modificato. Sulla barra multifunzione fare clic sulla scheda Modifica e quindi su Aggiorna. Il rendering della scorecard dovrebbe essere eseguito in modo corretto.
  5. Nel visualizzatore area di lavoro fare clic con il pulsante destro del mouse sulla scorecard appena modificata e quindi scegliere Salva.
  • Configurare l'aggregazione per le misure KPI tramite la finestra di dialogo Mapping origine dati dimensionale. A tale scopo, eseguire la procedura seguente:
  1. Nel visualizzatore area di lavoro fare doppio clic sull'indicatore KPI che utilizza la misura del cubo calcolata. Nella riga Effettivo individuare quindi la colonna Mapping dei dati e fare doppio clic sull'ipertesto nella cella. Verrà visualizzata la finestra di dialogo Mapping origine dati dimensionale.
  2. Nella sezione Aggrega membri in base a utilizzare l'elenco a discesa per selezionare una della opzioni seguenti: Somma, Minimo, Massimo, Conteggio o Media.
  3. Fare clic su OK per chiudere la finestra di dialogo Mapping origine dati dimensionale. Nel visualizzatore area di lavoro fare quindi clic con il pulsante destro del mouse sull'indicatore KPI appena modificato e scegliere Salva.
  4. Nel visualizzatore area di lavoro fare doppio clic sulla scorecard contenente l'indicatore KPI appena modificato. Sulla barra multifunzione fare clic sulla scheda Modifica e quindi su Aggiorna. Il rendering della scorecard dovrebbe essere eseguito in modo corretto.
  5. Nel visualizzatore area di lavoro fare clic con il pulsante destro del mouse sulla scorecard appena modificata e quindi scegliere Salva.

Origini dati:

Se viene visualizzato il messaggio Errore imprevisto quando si tenta di selezionare un'origine dati nell'elenco di Dashboard Designer, è possibile che si sia verificato un problema di compatibilità con le versioni precedenti.

Soluzione:

Per connettersi a una cartella di lavoro di Excel Services 2007 in Dashboard Designer, è necessario immettere manualmente il nome dell'elemento. Le cartelle di lavoro delle versioni precedenti non vengono infatti visualizzate automaticamente nell'elenco a discesa delle origini dati.

Dashboard Designer:

In Windows 7 (64 bit): quando si tenta di ingrandire la visualizzazione di un report analitico ridimensionando Dashboard Designer, la qualità di rendering del report ridimensionato è scarsa.

Soluzione:

Ridurre a icona e quindi ingrandire di nuovo la finestra di Dashboard Designer dopo il ridimensionamento.

Dashboard Designer:

Quando si riapre un indicatore KPI in Dashboard Designer, l'origine dati per l'indicatore KPI non viene visualizzata nel riquadro Dettagli.

Quando si riaprono uno o più indicatori KPI nell'area di lavoro in PerformancePoint Dashboard Designer, le origini dati utilizzate da tali indicatori KPI non vengono aperte automaticamente nell'area di lavoro.

Soluzione: individuare le origini dati utilizzate dagli indicatori KPI e fare doppio clic su ognuna per aprirla nell'area di lavoro. Nel riquadro Dettagli, utilizzare quindi l'elenco Origine dati per selezionare l'origine dati appropriata per ogni indicatore KPI.

Dashboard Designer:

Si verifica un errore nell'albero di scomposizione quando si tenta di analizzare dati non di cubo, ovvero dati non inclusi in un database multidimensionale di SQL Server Analysis Services.

È possibile utilizzare un albero di scomposizione solo con origini dati di Analysis Services e non è consentito l'utilizzo con dati recuperati dalle origini seguenti:

Excel Services, Importa da cartella di lavoro di Excel, Elenco SharePoint, Tabella SQL Server o altre origini dati personalizzate.

Questo errore si verifica se il calcolo dei valori effettivi o target per un indicatore KPI è impostato su "Valore dati".

Soluzione: non impostare il tipo di calcolo su "Valore dati" per le origini dati diverse da Analysis Services.

Dashboard Designer:

Si verifica un'eccezione non gestita (codice di errore 20604) nell'albero di scomposizione dopo la selezione di Pivot e quindi di Albero di scomposizione.

Questo errore si verifica se si esegue il pivot di un report con membri calcolati per la funzionalità di Business Intelligence per le gerarchie temporali e quindi si tenta di analizzare i dati nell'albero di scomposizione. In seguito al pivot, i membri calcolati vengono posizionati nelle righe anziché nelle colonne dove possono essere convalidati.

Soluzione: non eseguire il pivot di un report che include membri calcolati per la funzionalità di Business Intelligence per le gerarchie temporali, perché tali membri devono rimanere nelle colonne.

Dashboard Designer:

È possibile che si verifichi un errore quando si fa clic sul pulsante Importa elementi in Dashboard Designer. Il messaggio di errore visualizzato è Impossibile pubblicare un elemento di sola lettura.

L'errore si verifica quando l'utente che salva il file dell'area di lavoro non dispone delle autorizzazioni necessarie per modificare uno o più elementi di SharePoint.

Soluzione:

Nel file dell'area di lavoro cercare tutti gli attributi ReadOnly utilizzando la stringa ReadOnly=. Impostare su false tutti gli eventuali valori true di tali attributi. Dopo avere salvato le modifiche apportate al file dell'area di lavoro, sarà possibile importare gli elementi nel modo corretto.

Report:

Quando si apre un grafico analitico o una griglia analitica per la modifica in PerformancePoint Dashboard Designer, l'origine dati corrispondente non è disponibile automaticamente. L'elemento del dashboard sembra aperto, ma nel riquadro Dettagli non viene visualizzata alcuna origine dati. Non è inoltre possibile espandere Misure, Dimensioni, Set denominati o altri elementi nel riquadro Dettagli.

Questo comportamento si può verificare quando l'origine dati utilizzata dall'elemento del dashboard viene salvata in un sito o un livello di SharePoint diverso all'interno di una raccolta siti.

Soluzione: caricare manualmente l'origine dati aprendola in Dashboard Designer. L'origine dati verrà visualizzata e connessa in modo corretto se disponibile nella stessa area di lavoro del grafico analitico o della griglia analitica.

Dashboard Designer:

Quando si tenta di eseguire e installare PerformancePoint Dashboard Designer per la prima volta con Mozilla Firefox, potrebbe essere visualizzato un messaggio di errore.

Il messaggio di errore indica che non è possibile scaricare l'applicazione e che mancano file obbligatori per l'applicazione. Questo problema può verificarsi se nel computer non è installato Microsoft .NET Framework Assistant 1.1.

Soluzione: installare Microsoft .NET Framework Assistant 1.1.

Dashboard Designer:

In rare occasioni, in una versione non inglese (tradotta) di Dashboard Designer verrà visualizzato testo in inglese in alcune finestre di dialogo.

Soluzione: per risolvere il problema, riavviare Dashboard Designer.

Dashboard Designer:

Come si può evitare la visualizzazione di barre di scorrimento annidate (extra) nel report pubblicato?

Questo problema si verifica nei report connessi a dati in un report di Excel Services. Quando si tenta di aprire questo tipo di report in SharePoint, viene visualizzato il messaggio seguente in una finestra di dialogo: Consentire le query su dati esterni nella cartella di lavoro? Quando si fa clic su Sì per chiudere la finestra di dialogo, il report viene visualizzato con un insieme extra di barre di scorrimento.

Soluzioni:

Per risolvere questo problema è possibile procedere in tre modi. La prima soluzione è valida in qualsiasi caso vengano visualizzate le barre di scorrimento extra.

  1. In Dashboard Designer applicare la proprietà di ridimensionamento automatico al report.
  2. Configurare Excel Services per evitare la visualizzazione della finestra di dialogo all'apertura del report.
  3. Creare il dashboard in SharePoint Designer anziché in Dashboard Designer e utilizzare la web part nativa Excel Services anziché la web part Excel Services di PPS.

Report (mappa strategica):

Se viene visualizzato un messaggio di errore mentre si tenta di creare un report di mappa strategica in Dashboard Designer, è possibile che la versione di Microsoft Visio installata non sia quella corretta.

È necessario che sia installata la versione di Visio compatibile con PerformancePoint Dashboard Designer.

  • Se si utilizza la versione a 64 bit di Dashboard Designer, è necessario installare la versione a 64 bit di Microsoft Visio 2010.
  • Se si utilizza la versione a 32 bit di Dashboard Designer, è necessario installare la versione a 32 bit di Microsoft Office Visio 2007 o di Microsoft Visio 2010.

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SharePoint Designer 2010

Domanda/problema Risposta/soluzione

Attualmente nessun problema

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SharePoint Server 2010 Core

Domanda/problema Risposta/soluzione

Sincronizzazione dei profili utente:

La sincronizzazione dei profili non è supportata nelle installazioni autonome.

Utilizzare l'installazione completa ed eseguire la configurazione guidata della farm per ottenere un'esperienza analoga.

Sincronizzazione dei profili utente:

Impossibile creare una connessione a un'origine Active Directory o LDAP.

Per eseguire una sincronizzazione incrementale con Active Directory, è necessario che l'account di connessione, specificato durante la creazione della connessione, disponga di privilegi DirSync in Active Directory. Tali privilegi non consentono la scrittura in Active Directory ma consentono all'account di richiedere/eseguire query incrementali, permettendo pertanto l'esecuzione efficiente della sincronizzazione incrementale. Autorizzazioni analoghe, per la lettura del registro modifiche, sono necessarie per i server LDAP supportati, quando è possibile configurare un registro modifiche per il server LDAP.

Sincronizzazione dei profili utente:

Si supponga che un amministratore di SharePoint abbia creato una connessione selezionando ad esempio le unità organizzative OU1 e OU2. Vengono poi aggiunte ulteriori OU in Active Directory/LDAP dall'amministratore di Active Directory/LDAP, ad esempio, per particolari esigenze di riconfigurazione o in scenari di acquisizione. L'amministratore di SharePoint modifica la connessione per qualche motivo, espande l'albero del contenitore e quindi fa clic su OK. Le nuove OU aggiunte in Active Directory/LDAP vengono selezionate automaticamente senza alcuna notifica. Le importazioni successive comportano l'aggiunta degli utenti e dei gruppi appartenenti a tali OU.

Controllare sempre con attenzione le OU selezionate. Se vengono aggiunti utenti o gruppi che non dovevano essere importati, deselezionare le OU e/o eliminarle tramite l'interfaccia utente di gestione dei profili utente di Amministrazione centrale.

Sincronizzazione dei profili utente:

La configurazione di una connessione può risultare complessa o lenta.

Esempio:

Configurare una connessione ad Active Directory

  1. Passare alla pagina di gestione dell'applicazione profilo utente: nel sito Amministrazione centrale fare clic su Gestione applicazioni e su Gestisci applicazioni di servizio, selezionare l'Applicazione profilo utente e infine fare clic su Gestisci.
  2. Nella pagina di gestione dell'applicazione profilo utente scegliere Configura connessioni di sincronizzazione per passare alla pagina di gestione della connessione.
  3. Fare clic su Crea nuova connessione per passare alla pagina di modifica della connessione.
  1. Per importare profili da Active Directory, scegliere Tipo connessione Active Directory.
  2. Immettere le informazioni relative alla connessione.
  3. Fare clic su OK. È possibile che sia necessario attendere alcuni minuti.
  4. Se la connessione viene creata correttamente, la pagina viene reindirizzata alla pagina di gestione della connessione e la connessione creata viene elencata in tale pagina.
  1. Facoltativo. È possibile impostare un filtro di esclusione per la connessione, in modo da escludere determinati utenti/gruppi dall'importazione in MOSS
  1. Nella pagina di gestione della connessione scegliere la connessione per la quale si desidera impostare il filtro di esclusione e quindi fare clic con il pulsante destro del mouse su Modifica filtri connessione.

Sincronizzazione dei profili utente:

Tutti i mapping delle proprietà sono fortemente tipizzati. Ad esempio, una proprietà Active Directory di tipo string non può essere associata a un attributo di tipo int nell'archivio dei profili.

Eliminare la proprietà e ricrearla con lo stesso nome e con il tipo corretto. Ciò provocherà la perdita di dati per lo scenario di aggiornamento, ma tali dati possono essere recuperati se si esegue di nuovo il mapping della proprietà all'origine, ad esempio Active Directory, e si esegue una sincronizzazione. Poiché nelle versioni precedenti l'esportazione non è consentita, i dati da mappare dovrebbero essere disponibili in questo archivio esterno.

Sincronizzazione dei profili utente:

Esportare e conservare in una posizione sicura la chiave di crittografia necessaria per eseguire eventuali operazioni di spostamento o backup/ripristino. Senza tali chiavi potrebbe essere necessario rieffettuare il provisioning e rieseguire una sincronizzazione completa.

PROCEDURA CONSIGLIATA: esportare la chiave di crittografia della sincronizzazione e salvarla in una posizione sicura. Oltre a salvare la chiave in una posizione sicura, è possibile importarla in tutti i computer della farm. Tale operazione aggiunge semplicemente informazioni al Registro di sistema di tali computer, nel caso in cui si desideri spostare il servizio in uno di tali computer.

Se si riavvia la sincronizzazione dei profili utente nello stesso computer, il passaggio di esportazione/importazione della chiave di crittografia non sarà necessario.

  1. Salvare la chiave di crittografia FIM. Nel computer in cui è in esecuzione il servizio di sincronizzazione dei profili, passare alla cartella seguente:
  • miiskmu.exe /e [nomefile] /u:[dominio\utente] [password] dove
  • /e – File in cui salvare le chiavi esportate.
  • /u – Account del servizio che dispone delle chiavi.
  1. Arrestare il servizio di sincronizzazione dei profili utente. Arrestare tale servizio nel computer in cui viene eseguito. In Sito amministrazione centrale -> Gestisci servizi nel server, scegliere il computer e quindi fare clic per arrestare il servizio di sincronizzazione dei profili utente. Attendere il completamento dell'arresto di tale servizio.
  1. Avviare il servizio di sincronizzazione dei profili utente. Nella stessa pagina di gestione del servizio scegliere un altro computer e quindi fare clic per avviare il servizio di sincronizzazione dei profili utente.

  • NOTA: il servizio di sincronizzazione dei profili utente mantiene lo stato Avvio. È possibile che nel registro eventi di Windows sia stato registrato il messaggio di errore del servizio di sincronizzazione di FIM, che segnala la mancanza di una determinata chiave di crittografia.
  1. Importare la chiave di crittografia di FIM. Effettuare l'accesso al computer nel quale deve essere eseguito il servizio di sincronizzazione dei profili utente, passare alla cartella %Programmi%\Microsoft Office Servers\14.0\Synchronization Service\bin e quindi eseguire il comando seguente utilizzando l'account specificato durante l'esportazione della chiave di crittografia per importare la chiave di crittografia:
  • miiskmu.exe /I [nomefile]

dove

  • /i – Nome del file esportato al passaggio 1.
  1. Facoltativo. Per verificare che l'importazione della chiave di crittografia sia stata eseguita correttamente, eseguire il comando seguente:
  • miiskmu.exe /c
    {0E19E162-827E-4077-82D4-E6ABD531636E}
  1. Attendere l'avvio del servizio di sincronizzazione dei profili utente nel nuovo computer.

Sincronizzazione dei profili utente:

Il servizio di sincronizzazione dei profili utente non segue i parametri di failover.

Il servizio di sincronizzazione dei profili utente si basa sui componenti di sincronizzazione di Forefront Identity Manager (FIM, in precedenza noto come MIIS). Tali componenti utilizzano la crittografia e meccanismi di failover, che possono essere utilizzati come illustrato nell'articolo seguente.

Nel caso in cui il server di failover non sia stato predisposto in precedenza per il servizio di sincronizzazione, è possibile associare un nuovo database al servizio. Il servizio di sincronizzazione ripeterà la sincronizzazione con l'origine. Poiché il database del servizio di sincronizzazione viene utilizzato come gestione temporanea per i dati la cui origine si trova in SharePoint o in un'altra origine directory, il processo di risincronizzazione non dovrebbe provocare la perdita di dati, anche se richiede molto tempo.

http://technet.microsoft.com/it-it/library/cc739274(WS.10).aspx  (in lingua inglese)

MIISactivate: strumento di attivazione del server

Attiva un server di standby che esegue Microsoft® Forefront Identity Manager (FIM) 2010, rendendolo il server principale che esegue FIM.

Sintassi

miisactivate [NomeFile] [NomeUtente {Password | *}] [/q]

Parametri

NomeFile

Specifica il nome del file, incluso il percorso, del file della chiave di crittografia.

NomeUtente

Specifica le credenziali del servizio Forefront Identity Manager.

MIISactivate supporta i formati seguenti:

• [Dominio\]NomeUtente

• [Dominio.com\]NomeUtente

• NomeUtente@Dominio.com

Password

Password per il servizio Forefront Identity Manager. Specificare * per fare in modo che venga richiesta la password.

/q

Esegue il comando in modalità non interattiva, senza finestre di dialogo.

/?

Visualizza la Guida al prompt dei comandi.

Note

  • Se la sincronizzazione della password è stata attivata, sarà necessario eseguire pcnscfg.exe, l'utilità di configurazione della notifica di modifica della password, prima di attivare il server di standby. Per consentire la riprese della sincronizzazione della password, è innanzitutto necessario che il servizio di notifica della modifica della password sia essere indirizzato al server di standby.
  • MIISactivate.exe si trova nella cartella InstallationDirectory\Bin.
  • Per eseguire MIISactivate.exe sono necessari privilegi di amministratore locale.
  • Se viene visualizzato il messaggio di errore Eccezione: 0x80230443 durante l'esecuzione di MIISactivate.exe, si è verificata una mancata corrispondenza dello schema. È possibile che questo problema si verifichi quando un Service Pack è stato applicato al server principale ma non al server warm standby. È consigliabile aggiornare il server warm standby con lo stesso Service Pack utilizzato per aggiornare il server principale e quindi eseguire di nuovo MIISactivate.exe.
  • Se si attiva un server di standby e non si è in grado di aprire Gestione servizio di sincronizzazione, è possibile che tale problema dipenda dalla creazione dei gruppi FIMSyncAdmin come gruppi locali invece che come gruppi di dominio. Sarà necessario creare il nuovo gruppo di dominio, eseguire di nuovo l'installazione di FIM in modalità di ripristino e quindi specificare il nuovo gruppo di dominio.

Esempio

Per attivare un server di backup che esegue FIM e renderlo il server principale che esegue FIM, digitare il comando seguente:

miisactivate miis_keys.bin FIMAdmin *

Sincronizzazione dei profili utente:

Se un attributo di riferimento, ad esempio un manager di un dipendente esiste in diversi domini e vengono create connessioni diverse per i domini del dipendente e del manager, l'attributo di riferimento non verrà risolto. Ciò è applicabile a qualsiasi attributo di riferimento, ad esempio l'attributo Persona, ovvero collega o manager, oppure un attributo Persona personalizzato.

Indipendentemente da questo problema, e consigliabile creare una connessione per ogni foresta di servizi directory. Ciò consente al servizio di sincronizzazione di risolvere tutti i riferimenti all'interno della stessa foresta.

Sincronizzazione dei profili utente:

L'esecuzione di una sincronizzazione si interrompe a causa di un numero elevato di errori.

Alcune attività di sincronizzazione comportano la creazione di condizioni di errore temporanee, che vengono risolte dopo il completamento dell'esecuzione della sincronizzazione. negli ambienti in cui viene elaborato un numero elevato di oggetti è possibile che il numero di tali errori superi il limite di errori predefinito pari a 5000, provocando l'interruzione del processo di sincronizzazione prima del completamento dell'elaborazione di tutti gli oggetti.

Aumentare il limite di errori, specificando un valore sufficiente per consentire l'elaborazione di tutti gli oggetti da parte della sincronizzazione prima di raggiungere il limite di errori. Se si consente il completamento del processo di sincronizzazione, le condizioni di errore temporanee verranno risolte. Il limite di errori viene configurato mediante l'aggiunta della voce ErrorLimit (REG_DWORD) alla sottochiave del Registro di sistema seguente:

HKEY_LOCAL_MACHINE\System\

CurrentControlSet\Services\miisserver\

Parametri

Il valore è un numero intero compreso nell'intervallo tra 0 e 100000.

  • Valore impostato su 0 = limite di errori impostato su 100000
  • Valore incluso nell'intervallo 1-99999 = limite di errori impostato sul valore
  • Valore impostato su 100000 = limite di errori impostato su 100000
  • Valore impostato come maggiore di 100000 = limite di errori impostato su 100000
  • Nessuna chiave presente = limite di errori predefinito impostato su 5000

Nota:

Dopo la modifica di questa chiave del Registro di sistema, sarà necessario riavviare il servizio FIMSynchronizationService.

Distribuzione:

Una versione in lingua diversa dei flussi di lavoro predefiniti non è disponibile anche dopo l'installazione del Language Pack in un sito secondario.

Un utente ha installato MOSS 2010 in lingua inglese e ha creato una raccolta siti. In seguito, ha installato il Language Pack giapponese per utilizzare flussi di lavoro predefiniti in lingua giapponese, ma tali flussi di lavoro non sono disponibili nella raccolta siti appena creata.

[Dettagli]
Se il sito radice della raccolta siti è stato creato prima dell'installazione del Language Pack e il sito secondario nell'altra lingua è stato creato dopo l'installazione del Language Pack, la funzionalità relativa ai flussi di lavoro predefiniti nella lingua del Language Pack non sarà disponibile nel sito secondario e tali flussi di lavoro non verranno visualizzati nell'elenco di flussi di lavoro disponibili.

Se ad esempio un utente installa SharePoint Server in lingua inglese, crea una raccolta siti in lingua inglese e quindi installa il Language Pack giapponese e crea un sito secondario in lingua giapponese,
tale utente non sarà in grado di visualizzare il flusso di lavoro predefinito in lingua giapponese fino a quando non riattiva la funzionalità “Flussi di lavoro” mediante la pagina Impostazioni raccolta siti.
Se invece una raccolta siti in lingua inglese viene creata dopo l'installazione del Language Pack giapponese, il flusso di lavoro predefinito in lingua giapponese risulterà disponibile.

Tecnicamente i file del flusso di lavoro vengono spostati sotto la cartella _catalog al momento dell'attivazione della caratteristica. Per utilizzare la funzionalità del flusso di lavoro predefinito appena installata, gli utenti devono disattivare e attivare la funzionalità Flussi di lavoro in Impostazioni sito | Impostazioni raccolta siti.

Sincronizzazione dei profili utente:

Non è disponibile alcun elemento di interfaccia per sospendere o riprendere il processo di sincronizzazione dei profili utente.

La sincronizzazione dei profili utente è un computer con stato complesso e la pausa/ripresa completa di tale computer potrebbe avere effetti negativi e potrebbe provocare il riavvio completo del processo di sincronizzazione. Per ottenere il risultato finale di pausa/ripresa, in genere necessario per rallentare il consumo delle risorse da parte del servizio durante le fasce orarie di punta, l'amministratore può configurare le chiavi di Registro di sistema seguenti nel computer in cui viene eseguito il servizio di sincronizzazione dei profili utente.

HKLM\System\CurrentControlSet\Services
\FIMSynchronizationService
\Performance\MaxObjectImportRate (DWORD):

Questa chiave specifica il numero di oggetti al secondo che dovrebbe servire come limite superiore per qualsiasi profilo di esecuzione di esportazione eseguito sul server. Durante l'esecuzione di una esportazione il numero di oggetti al secondo misurato dal contatore delle prestazioni “Oggetti esportati al secondo” deve rimanere al di sotto del valore impostato in MaxObjectExportedRate. Il dominio per questo valore è compreso tra 1 e Max(Int32). Un valore pari a 0 oppure l'assenza della chiave corrisponderà alla mancata definizione di un valore massimo.


HKLM\System\CurrentControlSet\Services
\FIMSynchronizationService\ Performance
\MaxObjectSynchronizationRate (DWORD):

Questa chiave specifica il numero di oggetti al secondo che dovrebbe servire come limite superiore per qualsiasi profilo di esecuzione di sincronizzazione eseguito sul server. Durante l'esecuzione di una sincronizzazione il numero di oggetti al secondo misurato dal contatore delle prestazioni “Oggetti sincronizzati al secondo” deve rimanere al di sotto del valore impostato in MaxObjectSynchronizationRate. Il dominio per questo valore è compreso tra 1 e Max(Int32). Un valore pari a 0 oppure l'assenza della chiave corrisponderà alla mancata definizione di un valore massimo.

HKLM\System\CurrentControlSet\Services
\FIMSynchronizationService\Performance
\MaxObjectExportRate (DWORD):

Questa chiave specifica il numero di oggetti al secondo che dovrebbe servire come limite superiore per qualsiasi profilo di esecuzione dell'importazione eseguito sul server. Durante l'esecuzione di una importazione il numero di oggetti al secondo misurato dal contatore delle prestazioni “Oggetti letti al secondo” deve rimanere al di sotto del valore impostato in MaxObjectImportRate. Il dominio per questo valore è compreso tra 1 e Max(Int32). Un valore pari a 0 oppure l'assenza della chiave corrisponderà alla mancata definizione di un valore massimo.

Servizio profili utente:

Suggerimenti generali per l'ottimizzazione delle prestazioni di SQL

  • Configurazione disco, matrice RAID con più spindle - sistema operativo
  • Database e file di registro di database su volumi separati
  • Rete di grandi dimensioni tra servizi e server SQL
  • Attivare named pipe se i servizi vengono eseguiti nello stesso computer di SQL
  • Contrassegnare le CPU per l'affinità di I/O
  • Incrementare la priorità di SQL

Sincronizzazione dei profili utente:

L'esecuzione di una sincronizzazione incrementale non consente di aggiungere valori per le proprietà di cui è stato eseguito il mapping dopo l'esecuzione dell'ultima sincronizzazione completa.

Nel caso di una modifica di configurazione, come un nuovo mapping di proprietà, non si otterrà un flusso di dati per i record esistenti se non eseguendo una sincronizzazione completa. Eseguire una sincronizzazione completa.

Flusso di lavoro predefinito:

La data di scadenza nel messaggio di posta elettronica di notifica dell'inizio di un flusso di lavoro è indicata come Data scadenza 01/01/0001 12.00.00 quando i flussi di lavoro predefiniti vengono avviati senza impostare una data di scadenza.

Si tratta di una situazione che crea confusione e disturbo, perché è preferibile non visualizzare una data di scadenza se non è stata impostata in modo esplicito al momento dell'avvio dei flussi di lavoro.

Lo stesso problema si verifica anche per le attività dei flussi di lavoro. Anche nel messaggio di posta elettronica di notifica per le nuove attività viene visualizzato

Data scadenza 01/01/0001 quando non si imposta una data di scadenza all'avvio dei flussi di lavoro.

A causa di una modifica tardiva in SharePoint Designer (n. 3708517) un'istruzione "If" valuta la condizione sempre come "FALSE " e quindi viene sempre visualizzata la data di scadenza non corretta.

Per risolvere questo problema con SharePoint Designer è possibile procedere in un paio di modi, come descritto di seguito:

(verrà utilizzato il flusso di lavoro predefinito "Approvazione - SharePoint 2010" a titolo di esempio)

  1. Modifica manuale del file di regole
  • Aprire SharePoint Designer e passare a Oggetti sito > Tutti i file > _catalogs > wfpub > Approvazione - SharePoint 2010 tramite il riquadro di spostamento sul lato sinistro. (Nel caso di un flusso di lavoro copiato, Oggetti sito > Tutti i file > Flussi di lavoro > {nome flusso di lavoro}
  • Aprire ReviewApproval_{IDLingua}.xoml.rules (per la build italiana, l'ID di lingua è 1040) tramite il Blocco note. (Per un flusso di lavoro copiato, aprire il file {nome flusso di lavoro}.xoml.rules).
  • Cercare 1900-01-01 e sostituire la data con 0001-01-01, quindi salvare.
  • Ripubblicare il flusso di lavoro.
  1. Modifica dell'istruzione "If"
  • Aprire SharePoint Designer e caricare il flusso di lavoro Approvazione - SharePoint 2010 per la modifica.
  • Fare clic su Approvazione in Progettazione flussi di lavoro.
  • Fare clic su Modifica il comportamento del processo globale delle attività
  • Trovare l'istruzione "If" utilizzata per il confronto della data di scadenza iniziale nella sezione All'avvio del processo attività (If Parametro: Scadenza per tutte le attività uguale a 31/12/1899 16.00.00)
  • Creare un nuovo tipo stringa come "StringaScadenzaIniziale" e assegnare Parametro: Scadenza per tutte le attività su StringaScadenzaIniziale (ovvero impostare Variabile: StringaScadenzaIniziale su Parametro: Scadenza per tutte le attività) prima dell'istruzione "If".
  • Modificare l'istruzione "If" in "If Variabile: StringaScadenzaIniziale uguale a 01/01/0001 12.00.00"
  • A questo punto verrà visualizzato il valore Nessuna per la data di scadenza quando non si imposta una data di scadenza al momento dell'avvio del flusso di lavoro. È possibile applicare criteri simili per altre aree della logica del flusso di lavoro.

Questo problema può essere risolto dagli utenti anche in altri modi a seconda delle necessità, utilizzando altre azioni/condizioni o variabili.

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SharePoint Server 2010 Core (informazioni specifiche della lingua)

Domanda/problema Risposta/soluzione

Approvazione di gruppo Asia orientale:

Quando la versione di MOSS 2007 per l'Asia orientale viene aggiornata a MOSS 2010, il riquadro di spostamento sinistro del file "PersonalFolder.aspx" personalizzato non viene visualizzato correttamente.

Per risolvere questo problema, l'amministratore deve aggiornare la pagina "EawfDocLib.master" utilizzando SharePoint Designer.

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SharePoint Workspace

Domanda/problema Risposta/soluzione

Servizi Web SharePoint Workspace 2010:

Modifiche alle chiavi del Registro di sistema relative ai servizi Web e limitazioni dei servizi Web

Office SharePoint Workspace 2010 offre servizi Web compatibili con i servizi Web disponibili in Groove 2007. Sono state apportate le tre modifiche significative seguenti:

La posizione delle chiavi nel Registro di sistema è stata modificata.

Le chiavi LocalRequestKey e LocalResponseKey vengono crittografate mediante la crittografia CurrentUser DPAPI.

Non è disponibile alcun accesso mediante servizio Web ai dati degli strumenti nelle aree di lavoro della versione 2010.L'accesso alle aree di lavoro compatibili di Groove 2007 non ha subito alcuna modifica rispetto al livello di accesso disponibile in Groove 2007 SP1.

Modifiche alle chiavi del Registro di sistema

In SharePoint Workspace 2010 tutte le chiavi relative ai servizi Web si trovano nella posizione seguente nel Registro di sistema:

HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\

Office\Groove\WebServices

Tali chiavi sono le seguenti:

GrooveHTTPDesiredPort

GrooveHTTPPort

GrooveLocalHTTPPort

GrooveLocalHTTPServerPID

LocalRequestKey

LocalResponseKey

Il significato di queste chiavi non ha subito alcuna modifica rispetto a Groove 2007. Per ulteriori informazioni, vedere Guida di riferimento per sviluppatori di Servizi Web Groove.

Per ottenere i valori stringa per le chiavi LocalRequestKey e LocalResponseKey, è necessario chiamare il metodo Unprotect. Ad esempio:

Microsoft.Win32.RegistryKey grooveWebServicesRegKey =

  Microsoft.Win32.Registry.CurrentUser.OpenSubKey(

  "Software\\Microsoft\\Office\\Groove\\WebServices");

if (grooveWebServicesRegKey != null)

{

  keyValue = grooveWebServicesRegKey.
GetValue("LocalRequestKey");

  if (keyValue != null)

  {

    byte[] unprotectedData = ProtectedData.
Unprotect((byte[]) keyValue, null, DataProtectionScope.CurrentUser);

    string localRequestKey =
Encoding.Unicode.GetString(unprotectedData);

    return localRequestKey;

  }

Per chiamare il metodo Unprotect, è necessario aggiungere un riferimento a System.Security nel progetto C# e quindi aggiungere la riga seguente al file C#:

using System.Security.Cryptography;

Il metodo GetString Unicode si trova nella libreria System.Text.

Accesso dei servizi Web alle aree di lavoro di Groove 2010

È possibile utilizzare qualsiasi operazione GrooveSpaces con un'area di lavoro della versione 2010. Benché l'operazione GrooveSpaces.Read restituisca un URL per il servizio GrooveTools, non è possibile eseguire alcuna operazione in un'area di lavoro della versione 2010 con il servizio GrooveTools, GrooveCalendar, GrooveForms2 o GrooveFilesBase64. Le aree di lavoro della versione 2010 hanno attualmente un numero di versione principale Space.Version 19, ma tale valore potrebbe subire modifiche nel corso dello sviluppo.

Nota: se si chiama GrooveTools.ReadAvailableTools in un'area di lavoro della versione 2010, verrà restituito un elenco vuoto, poiché non è disponibile alcuno strumento da aggiungere.

Nota: l'operazione GrooveSpaces.Create crea un'area di lavoro compatibile con Groove 2007.

Accesso dei servizi Web alle aree di lavoro di SharePoint

Per leggere le aree di lavoro di SharePoint con GrooveSpaces.Read, è necessario specificare il valore SpaceType seguente:

  “urn:groove.net:Groove.Core.Tools.System.
TelespaceTypes.SiteClient”.

In un'area di lavoro di SharePoint è possibile eseguire con i servizi Web solo le operazioni seguenti:

• GrooveSpaces.ReadSpace

• GrooveSpaces.Delete

• GrooveSpaces.UpdateUnreadMarks

• GrooveLocal.View

Tutte le altre operazioni sono illegali. L'applicazione non deve chiamare altre operazioni utilizzando un'area di lavoro di SharePoint.

Le aree di lavoro di SharePoint hanno attualmente un numero di versione principale Space.Version 18, ma tale valore potrebbe subire modifiche nel corso dello sviluppo.

Accesso dei servizi Web alle cartelle condivise

L'accesso alle cartelle condivise non ha subito modifiche rispetto all'accesso disponibile in Groove 2007 SP1 alle aree di lavoro Condivisione file di Groove. Le cartelle condivise hanno attualmente un numero di versione principale Space.Version 18, ma tale valore potrebbe subire modifiche nel corso dello sviluppo.

Altre note relative ai servizi Web

GrooveProperties.Read restituisce un numero di versione principale 14 per SharePoint Workspace 2010.

Un aggiornamento rapido per Groove 2007 offre operazioni aggiuntive dei servizi Web come Servizi Web Groove Versione 2.1. Tali operazioni aggiuntive non sono disponibili in SharePoint Workspace 2010.

Un Software Development Kit è disponibile insieme a questa versione Preview e include la documentazione relativa ai servizi Web di Groove, esempi e file di definizione WSDL.

Integrazione con Office Communicator:

Se Office Communicator è installato e in esecuzione, ma l'utente non ha effettuato l'accesso, quando si fa doppio clic su un contatto in SharePoint Workspace non si otterrà alcun risultato. Analogamente a quanto accade quando l'utente ha effettuato l'accesso, ci si aspetta che venga aperta una finestra di messaggistica immediata di Office Communicator.

Il comportamento previsto è illustrato di seguito:

Se Office Communicator è installato e in esecuzione e l'utente ha effettuato l'accesso, quando si fa doppio clic su un contatto in SharePoint Workspace viene aperta una finestra di messaggistica immediata di Office Communicator. Se Office Communicator è installato e non in esecuzione, quando si fa doppio clic su un contatto in SharePoint Workspace viene visualizzato un messaggio di SharePoint Workspace.

Per risolvere il problema relativo alla mancata apertura di una finestra quando si fa doppio clic su un contatto in SharePoint Workspace, effettuare l'accesso a Office Communicator per aprire un messaggio immediato di Office Communicator oppure uscire da Office Communicator per aprire un messaggio di SharePoint Workspace.

Strumenti personalizzati legacy di Groove 2007:

Impossibile aggiornare la progettazione degli strumenti Moduli personalizzati in SharePoint Workspace 2010

Gli strumenti personalizzati creati utilizzando gli strumenti Moduli di Groove 2007 o Moduli InfoPath possono essere utilizzati in Microsoft SharePoint Workspace 2010. L'accesso alla finestra di progettazione in questi strumenti è tuttavia disabilitato in questa versione del software. Se è necessario apportare modifiche di progettazione in uno di questi strumenti, tali aggiornamenti dovranno essere eseguiti da un membro dell'area di lavoro che esegue ancora Groove 2007. Questo membro deve inoltre disporre dell'autorizzazione di accesso alla finestra di progettazione, assegnata in genere ai responsabili. Dopo la pubblicazione della progettazione aggiornata da parte del membro che dispone di Groove 2007, tutti i membri dell'area di lavoro potranno usare tale progettazione aggiornata.

Integrazione con Office Communicator:

Se Office Communicator è installato e in esecuzione, ma l'utente non ha effettuato l'accesso, quando si fa doppio clic su un contatto in SharePoint Workspace non si otterrà alcun risultato. Analogamente a quanto accade quando l'utente ha effettuato l'accesso, ci si aspetta che venga aperta una finestra di messaggistica immediata di Office Communicator.

Il comportamento previsto è illustrato di seguito:

  • Se Office Communicator è installato e in esecuzione e l'utente ha effettuato l'accesso, quando si fa doppio clic su un contatto in SharePoint Workspace viene aperta una finestra di messaggistica immediata di Office Communicator.
  • Se Office Communicator è installato e non in esecuzione, quando si fa doppio clic su un contatto in SharePoint Workspace viene visualizzato un messaggio di SharePoint Workspace.

Per risolvere il problema relativo alla mancata apertura di una finestra quando si fa doppio clic su un contatto in SharePoint Workspace, effettuare l'accesso a Office Communicator per aprire un messaggio immediato di Office Communicator oppure uscire da Office Communicator per aprire un messaggio di SharePoint Workspace.

Sincronizzazione di elenchi con colonne di ricerca:

Se si sincronizza una raccolta o un elenco dopo l'aggiunta di una colonna di ricerca, l'operazione ha esito negativo.

Per impostazione predefinita, è previsto un limite di 8 colonne di ricerca per il server di SharePoint. Le raccolte documenti includono già 4 o 5 colonne per impostazione predefinita, quindi l'aggiunta di troppe colonne di ricerca in una raccolta causerà l'esito negativo della sincronizzazione.

Nessuna

Sincronizzazione di file di OneNote:

SharePoint Workspace non consente la sincronizzazione di file di OneNote. Se un utente tenta di avviare un file di OneNote, in SharePoint Workspace verrà richiesto di avviarlo dal sito di SharePoint.

Nessuna soluzione.

OneNote 2010 gestisce internamente tutte le operazioni di sincronizzazione. Non è necessario SharePoint Workspace per mantenere aggiornati i blocchi appunti di OneNote 2010.

Sincronizzazione di raccolte documenti IRM:

Non è possibile eseguire la sincronizzazione delle aree di lavoro di SharePoint rispetto a raccolte documenti IRM. Dall'interfaccia utente di SharePoint Workspace la raccolta documenti con protezione IRM risulterà in errore.

Nessuna.

Sincronizzazione di elenchi e autorizzazioni:

Quando si utilizza un sito offline ma non si dispone delle autorizzazioni per l'aggiunta di nuovi elementi o la modifica di elementi esistenti verrà visualizzato un errore per segnalare la situazione ma non viene indicato come risolvere il problema.

Lo scenario è il seguente:

  1. L'utente seleziona Sincronizza con SharePoint Workspace dal sito di SharePoint per cui non dispone delle autorizzazioni di aggiunta o modifica.
  2. Mentre il sito è offline, l'utente crea una nuova voce in uno degli elenchi.
  3. Quando l'utente esegue la sincronizzazione, viene visualizzata la scheda Risolvi sulla barra multifunzione.
  4. Quando l'utente tenta di risolvere l'errore viene visualizzata una finestra di dialogo che segnala che si tratta di un problema di autorizzazioni e include un'opzione per correggere l'errore.
  5. La selezione dell'opzione Correggi errore apre la voce in modalità di modifica, ma se l'utente salva e chiude la voce il problema non viene risolto.

Per risolvere il problema, esistono due alternative:

  1. Riprovare a eseguire la sincronizzazione con le autorizzazioni appropriate.
  2. Eliminare la voce aggiunta nell'area di lavoro.

Sincronizzazione dell'elenco delle attività del progetto:

Quando si sincronizza un elenco predefinito delle attività del progetto, non sarà possibile creare nuove attività di riepilogo in SharePoint Workspace.

Creare l'attività di riepilogo nel sito di SharePoint.

Sincronizzazione di elenchi e credenziali:

Quando si utilizza un sito offline per un server con credenziali memorizzate nella cache con un nome di dominio completo, ma si sincronizza il sito utilizzando il nome di dominio non completo, gli allegati degli elementi potrebbero non essere sincronizzati.

Si tratta di un problema noto di Windows. Per risolvere problema, memorizzare nella cache anche il nome di dominio non completo per il server.

Creazione di aree di lavoro di SharePoint:

Se un utente elimina un'area di lavoro di SharePoint e subito dopo tenta di ricreare l'area di lavoro partendo dal sito di SharePoint in un Web browser, è possibile che venga visualizzato il messaggio di errore seguente:

Impossibile passare a un'area di lavoro eliminata. Se si desidera ricreare un'area di lavoro appena eliminata, riprovare più tardi.

A volte è necessario attendere un periodo di tempo indeterminato prima di poter tentare di ricreare l'area di lavoro tramite il menu Azioni nel sito di SharePoint in un Web browser.

In alternativa, per risolvere il problema è possibile creare l'area di lavoro di SharePoint dalla Finestra di avvio. Aprire la finestra per la creazione della nuova area di lavoro di SharePoint e quindi immettere l'URL del sito di SharePoint nella casella del percorso.

Area di lavoro per la condivisione di cartelle:

Quando si crea una nuova area di lavoro per la condivisione di cartelle in Windows Vista, viene avviato Esplora risorse, ma non viene visualizzata la barra delle applicazioni per la condivisione delle cartelle. Ciò crea confusione in merito a come condividere la cartella tramite SharePoint Workspace.

Il problema si dovrebbe risolvere con il riavvio del computer.

Conflitti per voci di elenco:

Quando si crea un conflitto perché una voce di elenco viene aggiunta in un sito di SharePoint (server) e la stessa voce di elenco viene modificata nell'area di lavoro di SharePoint (client) e in entrambe le posizioni è presente un campo che deve essere univoco ma diventa uguale, in SharePoint Workspace vengono offerte 3 alternative per risolvere il problema.

Le 3 opzioni disponibili sono le seguenti:

  1. Correggere la voce di SharePoint Workspace
  2. Mantenere la copia nel server
  3. Mantenere entrambe le voci

In questo scenario, mantenere entrambe le voci non è una soluzione praticabile perché non consente di risolvere il conflitto.

Si noti che nel caso opposto, ovvero quando la voce viene creata in SharePoint Workspace (client) e modificata nel sito di SharePoint (server), in SharePoint Workspace vengono offerte 2 alternative.

Le 2 opzioni disponibili sono le seguenti:

  1. Modificare o correggere la voce
  2. Eliminare la voce (mantenendo la copia nel server)
Non è possibile risolvere il problema mantenendo entrambe le copie, quindi è necessario modificare la voce in SharePoint Workspace oppure mantenere la copia nel server, eliminando di fatto la voce in SharePoint Workspace. In entrambi i casi il conflitto dovrebbe essere risolto.

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Domanda/problema Risposta/soluzione

Attualmente nessun problema

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Si applica a:
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